Passa ai contenuti principali

Translate

Follow the blog to support us! Segui il blog per supportarci!

Ricette medievali: zuppa d'herbette e ceci e castagne - Medieval cuisine

Le ricette medievali, spesso, sono un argomento spinoso e difficili da emulare. Qui però il Magister ci fornisce alcuni interessanti dettagli e, per i più golosi, due particolari ricette da provare in cucina. Buona lettura!

Ci sono giunti fino a noi diversi trattati di cucina, i più antichi del ‘200. Tuttavia, per la maggior parte, si tratta di manoscritti di grandi cuochi al servizio di re, nobili e grandi famiglie mercantili. Quindi si tratta, per la maggior parte, di ricette di grandi banchetti o piatti per ricche persone, poco riguardanti il popolo minuto.

Altro problema riguarda la ricetta in sé, sono una sequenza di operazioni che il cuoco doveva fare, molto spesso incomplete e soprattutto senza le dosi degli alimenti o con dosi riferite a misure locali e diversificate da luogo a luogo. Capirete quindi la difficoltà nel proporre una ricetta da potersi preparare correttamente …. Noi con l’aiuto di diversi libri ci abbiamo provato.

Menestra d’herbette 

"Togli le foglia di viete, etun pocha di borragine et fogli dare un boglio in acqua chiara bogliente quando le mitti dentro; dopoi cacciale fore et battile molto bene col coltello. Et togli un pocho de petrosillo, et di menta cruda, et similmente le batti co le ditte herbe. Dopoi macinale bene nel mortale, et mittile in una pignatta con brodo grasso et falle bollire un pocho. Et se ti pare mettevi un pocho di pepe."

Da “Libro de arte coquinaria” di Maestro Martino del XV secolo.

Ingredienti: erbe diverse: bietola e borragine (si possono usare anche spinaci o altre erbe come la cicoria), prezzemolo, menta (o barbe di finocchio), brodo di carne, olio, sale e pepe (si può aggiungere anche zafferano). A piacere cipollina fresca.

Procedimento: Sbollentare velocemente le verdure (delle bietole solo la parte verde togliendo i gambi bianchi), scolare bene e tritare a coltello. Fate un battuto di prezzemolo, con qualche foglia di menta e unirlo alle erbe. Intanto in una pentola scaldare il brodo di carne, meglio se aromatizzato con lo zafferano e unire tutte le erbe. Aggiustare di sale, se necessario, e insaporire con un po’ di pepe. Lasciar addensare e servire caldo in scodelle.


Ceci e castagne 

Prendi i ceci e per prima stemperali in acqua calda e, una volta lavati, mettili a cuocere con pepe ed erbe aromatiche.  Una volta che saranno cotti, metti una parte di questi nel mortaio e pestali, fino a farli diventare densi.  Quindi rimettili nel loro brodo e falli cuocere con castagne pulite e radici di prezzemolo se vuoi.

Traduzione da “Liber de coquina” di Anonimo trecentesco.

Ingredienti: ceci, castagne, prezzemolo, sedano, carota, porro, pancetta, pepe, sale, rosmarino.

Procedimento: Mettere a bagno i ceci la sera prima e lavarli più volte il mattino seguente. Lessare i ceci in acqua ed erbe aromatiche (prezzemolo, sedano, carota, porro). Quando i ceci sono pronti mettetene una parte in un mortaio e ridurli in crema.  A questo punto, per rendere la zuppa più saporita, ripassate i ceci rimasti in un’altra pentola con pezzetti di pancetta, pepe, sale e rosmarino. Unite delle castagne arrostite e spezzettate grossolanamente.  Allungare lentamente con il brodo di cottura dei ceci e inserire la crema di ceci, continuando la cottura.  La consistenza finale dovrebbe essere una vellutata…. né troppo brodosa né troppo asciutta. 

Speriamo che le ricette qui riportate vi abbiano stuzzicato l'appetito e che vi venga voglia di provarle. Noi sicuramente proveremo a riprodurle. Seguite il blog e i nostri social per rimanere aggiornati su tutte le nostre attività!

Grazie per la lettura e al prossimo articolo.







Commenti

Thanks for your support!

Post popolari in questo blog

Battaglia di Campaldino: la battaglia per le sorti di Firenze - Medieval battles

La Battaglia di Campaldino Sanguinosa battaglia combattuta tra guelfi, in maggioranza provenienti da Firenze, e i ghibellini di Arezzo. Lo scontro armato, che ebbe tra i suoi partecipanti anche due celeberrimi poeti, Dante Alighieri e Cecco Angiolieri, vide la vittoria dei fiorentini e dei loro alleati guelfi (Repubblica di Siena, Repubblica di Massa, Repubblica di Lucca, Pistoia e Prato) sulle forze ghibelline di Arezzo, in particolare grazie all’intervento di Corso Donati, detto il Grande Barone, che influì decisivamente con i suoi uomini sugl’esiti dello scontro. Il luogo dove si tenne il grosso della battaglia fu la piana di Campaldino, tra i comuni di Poppi e la frazione di Pratovecchio, nei pressi di una chiesetta ancora oggi presente chiamata Certomondo. All’inizio i guelfi adottarono una tattica difensiva, mentre i ghibellini, con trecento feditori, uomini a cavallo con lance, impattarono l’esercito fiorentino. La cavalleria guelfa arretrò, ma la fanteria fece il suo dovere, di...

I Balestrieri genovesi - La Balestra

Tra i molteplici soldati medievali che fecero della loro abilità nelle arti belliche un motivo di vanto e pregio, troviamo sicuramente, in ambito italico, i balestrieri genovesi. Questi soldati della Serenissima Repubblica di Genova erano conosciuti e rinomati in tutta Europa, e ben più di una volta furono impiegati in battaglie durante tutto il Basso Medioevo, anche se la loro importanza fu maggiore solo dal XII secolo; tuttavia, furono attivi ben oltre il periodo medievale, addirittura fino al XVI secolo e sempre riconosciuti per la loro abilità, seppur fortemente messi in ombra dalla scoperta della polvere da sparo e dall'avvento di archibugi e moschetti. In questo primo post riguardo i balestrieri genovesi è opportuno parlare dell'arma che li rese celebri: la balestra. Troviamo esempi di balestra già in epoca romana, che tuttavia era detta balista ed era un'enorme macchina d'assedio utilizzata per scagliare sassi o frecce ben più grandi di quelle delle balestre. La ...

Licantropia - il libro dei lupi mannari

 In questa nuova serie di articoli l'interesse sarà incentrato sull'aspetto folkloristico, mitologico e leggendario della Licantropia e, in generale, sulla figura del lupo mannaro. Il lupo mannaro (in inglese werewolf, dall'inglese antico werwulf , wer -, uomo, e - wulf , lupo) è una creatura fantastica da sempre presente nell'immaginario dell'uomo. Ogni popolazione dell'Europa ha sempre temuto il lupo, pericoloso animale per i greggi ma anche, soprattutto se radunati in branchi, per gli stessi uomini. Il timore reverenziale che fin dagli albori dell'uomo nacque nei confronti del lupo iniziò a farsi strada nella fantasia e nell'immaginazione, e col tempo sempre più leggende e credenze popolari legate alla figura del lupo nacquero in ogni parte d'Europa. Questo processo era già presente ben prima del Medioevo, che come sappiamo è un grande calderone per le leggende popolari: infatti, attestazioni di leggende e credenze sovrannaturali sui lupi e, in pa...