Passa ai contenuti principali

Translate

Follow the blog to support us! Segui il blog per supportarci!

Vlad III - Dracula: chi era veramente il vampiro di Stocker?

 

Vlad III di Valacchia

Vlad III di Valacchia Hagyak, meglio noto solo come Vlad o con il suo nome patronimico, Dracula, fu un membro della Casa dei Drăculești, nobiltà originaria di Bucarest, attuale Romania. Ricordato anche come Vlad l’Impalatore, per la sua abitudine di impalare i nemici, è uno dei più celebrati eroi nazionali della Romania e della Cristianità dell’Europa orientale, per essersi opposto all’avanzata dell’Impero Ottomano. Dopo essersi opposto ai tributi imposti dal sultano Maometto II, Vlad, dopo aver eliminato i messaggeri turchi, entrò in terra ottomana con i suoi uomini e, con l’ausilio di travestimenti orientali e la sua fluente parlata turca (lingua che aveva imparato durante il periodo in cui fu ostaggio degli ottomani, consegnato a loro da suo stesso padre per stipulare degli accordi) eliminò, a detta sua, più di 23mila turchi, senza contare quelli che bruciarono nelle loro case. Maometto II, infuriato, organizzò un esercito di 80mila soldati e 30mila irregolari: nonostante ciò, Vlad, seppur con molti meno uomini, riuscì a sbaragliare le forze nemiche grazie ad attacchi di guerriglia ed imboscate, facendo ritornare, nel giro di un mese il furioso sultano ad Adrianopoli. Intorno alla figura del principe Dracula sono sorte numerose leggende e dicerie sul suo conto, in parte dovute alla sua spietatezza, in parte al romanzo ispirato alla sua figura, Dracula di Bram Stocker, tramite il quale Dracula divenne sinonimo di vampiro. Nonostante la sua spietatezza verso i nemici, fu comunque un sovrano giusto e onesto con i suoi sudditi e per questo ricordato nei secoli a venire.



Castello Bran, possibile location del romanzo di Bram Stocker

Commenti

Thanks for your support!

Post popolari in questo blog

Battaglia di Campaldino: la battaglia per le sorti di Firenze - Medieval battles

La Battaglia di Campaldino Sanguinosa battaglia combattuta tra guelfi, in maggioranza provenienti da Firenze, e i ghibellini di Arezzo. Lo scontro armato, che ebbe tra i suoi partecipanti anche due celeberrimi poeti, Dante Alighieri e Cecco Angiolieri, vide la vittoria dei fiorentini e dei loro alleati guelfi (Repubblica di Siena, Repubblica di Massa, Repubblica di Lucca, Pistoia e Prato) sulle forze ghibelline di Arezzo, in particolare grazie all’intervento di Corso Donati, detto il Grande Barone, che influì decisivamente con i suoi uomini sugl’esiti dello scontro. Il luogo dove si tenne il grosso della battaglia fu la piana di Campaldino, tra i comuni di Poppi e la frazione di Pratovecchio, nei pressi di una chiesetta ancora oggi presente chiamata Certomondo. All’inizio i guelfi adottarono una tattica difensiva, mentre i ghibellini, con trecento feditori, uomini a cavallo con lance, impattarono l’esercito fiorentino. La cavalleria guelfa arretrò, ma la fanteria fece il suo dovere, di...

I Balestrieri genovesi - La Balestra

Tra i molteplici soldati medievali che fecero della loro abilità nelle arti belliche un motivo di vanto e pregio, troviamo sicuramente, in ambito italico, i balestrieri genovesi. Questi soldati della Serenissima Repubblica di Genova erano conosciuti e rinomati in tutta Europa, e ben più di una volta furono impiegati in battaglie durante tutto il Basso Medioevo, anche se la loro importanza fu maggiore solo dal XII secolo; tuttavia, furono attivi ben oltre il periodo medievale, addirittura fino al XVI secolo e sempre riconosciuti per la loro abilità, seppur fortemente messi in ombra dalla scoperta della polvere da sparo e dall'avvento di archibugi e moschetti. In questo primo post riguardo i balestrieri genovesi è opportuno parlare dell'arma che li rese celebri: la balestra. Troviamo esempi di balestra già in epoca romana, che tuttavia era detta balista ed era un'enorme macchina d'assedio utilizzata per scagliare sassi o frecce ben più grandi di quelle delle balestre. La ...

Licantropia - il libro dei lupi mannari

 In questa nuova serie di articoli l'interesse sarà incentrato sull'aspetto folkloristico, mitologico e leggendario della Licantropia e, in generale, sulla figura del lupo mannaro. Il lupo mannaro (in inglese werewolf, dall'inglese antico werwulf , wer -, uomo, e - wulf , lupo) è una creatura fantastica da sempre presente nell'immaginario dell'uomo. Ogni popolazione dell'Europa ha sempre temuto il lupo, pericoloso animale per i greggi ma anche, soprattutto se radunati in branchi, per gli stessi uomini. Il timore reverenziale che fin dagli albori dell'uomo nacque nei confronti del lupo iniziò a farsi strada nella fantasia e nell'immaginazione, e col tempo sempre più leggende e credenze popolari legate alla figura del lupo nacquero in ogni parte d'Europa. Questo processo era già presente ben prima del Medioevo, che come sappiamo è un grande calderone per le leggende popolari: infatti, attestazioni di leggende e credenze sovrannaturali sui lupi e, in pa...