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Le streghe in Piemonte - folklore e leggenda

Uno degli aspetti più interessanti della tradizione folkloristica piemontese e delle credenze popolari della regione è sicuramente la figura della strega. Figura mitica che è diffusa ampiamente nella tradizione e nell'immaginario europeo, la strega ha sempre avuto un posto in Piemonte: fin dal Medioevo, e per numerosi secoli fino ai giorni nostri, il popolo delle campagne ha tramandato dicerie su donne (ma in alcuni casi, anche uomini) che sapevano impiegare le arti diaboliche a loro favore. Ogni angolo del Piemonte rurale, infatti, pullula di leggende su streghe e stregoni, luoghi indicati come rifugi di diavoli o siti impiegati per i sabba, le messe diaboliche, ed improbabili racconti su eventi paranormali dovuti, a detta di queste voci popolari, alla presenza di Satana, convocato sulla Terra dalle sue profetesse, conosciute in Piemonte anche come Masche.

Secondo la tradizione, le streghe sono presenti in Piemonte da secoli, anche se molte volte non si tratta di disneyane fattucchiere isolate in remote capanne nel bosco apparentemente abbandonate; anzi, queste donne hanno sembianze comuni, e sono integrate nella società, vivendo in centri abitati a stretto contatto con le persone comuni ed interagendo con i popolani, ignari della loro condizione. Per scorgere queste streghe, però, esistono vari metodi. Innanzitutto, il sacerdote possiede il dono di individuarle: durante la messa domenicale, al momento  del "Orate Fratres", l'uomo di chiesa può indentificare, guardando i fedeli, l'emissaria del diavolo. Si dice anche che, gettando una croce nell'acquasantiera, la strega non possa più uscire dalla chiesa.

Ma come hanno fatto queste donne a diventare delle maliarde? Molto spesso sono divenute tali per loro volontà, stringendo patti con il diavolo per acquisire poteri sovrannaturali; altre volte, secondo la tradizione popolare, questo marchio diabolico si può trasmettere in eredità: sul punto di morte, la fattucchiera cede un oggetto personale ad una persona a lei vicina (in genere la propria scopa, ma anche un mestolo, un cucchiaio o altri strumenti domestici) che a sua volta assume i poteri della deceduta. Altre volte, poco prima di spirare, la strega getta il proprio bastone in strada: il passante che disgraziatamente lo raccoglie, diventa una strega o uno stregone.

Il sovrannaturale è uno degli elementi più interessanti ed accattivanti della tradizione popolare che voglio trattare in questo blog, e mi affascinano molto i racconti e le credenze a loro legate; racconti che probabilmente sono antichissimi, tramandati incredibilmente di generazione in generazione, e che ancora da mia bisnonna sentivo raccontare.



Tramonto invernale ad Uxetium


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